Guerra e pace, gli Scout incontrano l’ANPI
Si è tenuto lo scorso 27 giugno un incontro tra l’ANPI di Noci e la squadriglia Antilopi del reparto Orione del gruppo Scout Putignano 1, per parlare di guerra e pace. I membri della sezione ANPI, Magda Bianco, Paola De Grazia e Giuseppe Gentile, si sono confrontati sul tema della guerra, della pace e sul concetto di libertà con Asia, Greta, Petra e Ilaria. Le ragazze, impegnate in una ricerca sulle guerre “meno note” presenti in tutto il mondo, ignorate dall’opinione pubblica e dalla stampa, hanno riportato i frutti delle loro ricerche, focalizzando l’attenzione sui conflitti che coinvolgono la Repubblica Democratica del Congo e il Ruanda. Dopo aver donato loro una copia della Costituzione, fondamento della nostra democrazia, si è ritenuto opportuno spiegare l’importanza di un’associazione nazionale come l’ANPI, la quale è nata a tutela e difesa dei partigiani, cittadini e cittadine che si sono battuti per garantirci la libertà odierna. La nostra Costituzione rappresenta un documento unico ed esemplare, poiché è stata redatta da madri e padri costituenti le cui correnti di pensiero politico non erano certamente convergenti. È un esempio di come le diversità possano unirsi e collaborare insieme, confluendo in un unico obiettivo: tutelare la nazione e i propri cittadini dal diritto alla libertà. Nella diversità delle correnti partitiche l’antifascismo ha invece rappresentato una comunanza di idee. L’ articolo 11 della Costituzione “L’Italia ripudia la guerra” è stato il punto di partenza di una conversazione più ampia, i cui temi affrontati hanno riguardato la gestione dei conflitti all’interno di un gruppo e la loro risoluzione verso il dialogo e il confronto diretto e pacifico, il rapporto delle nuove generazioni con le istituzioni e le rappresentanze politiche e il concetto di libertà. L’istruzione diventa dunque la chiave indispensabile per poter sviluppare una propria coscienza critica, il mezzo attraverso cui poter formare una generazione alla quale si sta lasciando un’eredità complessa, caratterizzata da democrazie fragili e a rischio ed è compito delle vecchie generazioni tramandare e trasmettere i principi fondanti delle democrazie, così come è compito delle nuove generazioni trarne i migliori insegnamenti.