Il centro antico diventa poesia a cielo aperto
ai suoi abitanti e visitatori delle poesie omaggiando alcuni alcuni locali.
Sabato scorso, a partire dalle ore 16:00, il centro storico si è trasformato in un percorso poetico diffuso. Tra vicoli, gnostre e piazzette, i muri hanno preso voce: versi appesi come panni al sole, poesie affidate alla pietra, parole capaci di restituire memoria e identità. Un’iniziativa semplice e autentica, fatta di cartoncini e nastro adesivo, ma soprattutto di cuore e partecipazione.
I testi, firmati da poeti nocesi di ieri e di oggi — tra cui Vittorino Curci, Domenico Forti, Pino De Grazia, Mario Gabriele, Giulia Basile, Enrico Gioja, Vittorio Tinelli, Antonio Natile, Pietro Gigante, Don Vito Palattella, Antonio Gabrielli e molti altri — sono stati collocati nei luoghi, creando un legame diretto tra parola e spazio, tra memoria e presente.
Il risultato è stato un’esperienza immersiva: non un evento da osservare, ma un invito a perdersi. C’è chi si è fermato a leggere in silenzio, chi ha sorriso riconoscendo un verso, chi ha scelto di portarne via uno, come piccolo frammento di bellezza quotidiana.
Fortunatamente, il tempo ha accompagnato l’iniziativa, permettendo alle parole di farsi strada tra le vie del centro antico senza ostacoli. E ora, l’invito resta aperto: anche nei giorni successivi, soprattutto nelle ore serali, passeggiare per il centro storico significa ancora imbattersi in questi segni poetici, lasciarsi guidare dalle parole, riscoprire luoghi familiari con uno sguardo nuovo.
Forse non tutte le voci sono state raccolte, forse qualche nome manca. Ma ciò che resta è un gesto collettivo, spontaneo, che restituisce alla comunità un modo diverso di vivere i propri spazi.
Perché ogni strada custodisce una storia. E ogni storia, se ascoltata davvero, può diventare poesia.