Puliamo il buio, gli speleologi del GASP! in azione per salvare il sottosuolo
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Puliamo il buio, gli speleologi del GASP! in azione per salvare il sottosuolo


Il 12 e 13 settembre il Gruppo Speleologico del CAI di Gioia del Colle effettuerà un intervento di bonifica all’Inghiottitoio di Monte Carello, tra Noci e Alberobello. Un’iniziativa per proteggere il patrimonio carsico e le falde acquifere. Entrare nel buio per riportare la luce. Ma soprattutto per restituire dignità, sicurezza e salute a un patrimonio naturale nascosto, fragile e troppo spesso dimenticato.
Nel prossimo weekend infatti il GASP! – Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese della Sezione CAI “Donato Boscia” di Gioia del Colle torna in campo nell’ambito di “Puliamo il buio”, la manifestazione nazionale dedicata alla salvaguardia e alla bonifica delle cavità carsiche. L’edizione di quest’anno vedrà volontari e tecnici del gruppo impegnati nell’Inghiottitoio di Monte Carello, nel territorio di Noci, al confine con Alberobello e nelle vicinanze delle storiche cave di alabastro.
Le grotte e le cavità carsiche non sono soltanto luoghi di grande interesse naturalistico, geologico e scientifico. In Puglia rappresentano anche un elemento fondamentale del delicato sistema di alimentazione delle falde acquifere. Attraverso fratture, cavità e inghiottitoi, infatti, le acque meteoriche possono infiltrarsi rapidamente nel sottosuolo. Per questo motivo, l’abbandono di rifiuti all’interno di una grotta non costituisce soltanto un problema di degrado ambientale: può trasformarsi in una concreta minaccia per le risorse idriche sotterranee. Un rischio particolarmente significativo in una regione come la Puglia, dove l’acqua rappresenta una risorsa preziosa e strategica.
Negli anni, gli speleologi del GASP! hanno contribuito a recuperare oltre 10 quintali di materiali inquinanti da diverse cavità del territorio. Tra i rifiuti rinvenuti, materiali urbani e ingombranti, ma anche sostanze chimiche, fusti contenenti olio esausto, parti di motori, medicinali e persino amianto. Una presenza che racconta quanto a lungo il sottosuolo sia stato considerato, erroneamente, un luogo dove poter nascondere ciò che non si voleva più vedere.
L’intervento previsto all’Inghiottitoio di Monte Carello non sarà una semplice operazione di raccolta dei rifiuti. I materiali da recuperare si trovano infatti sul fondo della cavità, a circa 30 metri dall’ingresso. Per riportarli in superficie gli speleologi dovranno utilizzare tecniche e attrezzature specifiche per la movimentazione dei carichi in ambiente ipogeo, tra cui corde, carrucole e sistemi di recupero. Un lavoro che richiede preparazione, coordinamento e conoscenza dell’ambiente sotterraneo, oltre alla massima attenzione per la sicurezza degli operatori. È proprio in queste condizioni che la speleologia mostra una delle sue funzioni più importanti: non soltanto esplorare e studiare il sottosuolo, ma anche contribuire concretamente alla sua conoscenza, alla sua tutela e alla sua salvaguardia.
“Puliamo il buio non è una semplice operazione di pulizia, ma un atto di responsabilità e sensibilizzazione – spiegano dal gruppo speleologico del CAI. Ciò che sta sotto i nostri piedi appartiene a tutti. Proteggere il sottosuolo significa proteggere l’acqua che beviamo e l’ecosistema in cui viviamo”.
L’iniziativa culminerà nella mattinata di domenica 13 settembre, quando alle ore 10:30 è previsto un momento di incontro direttamente sul campo con le autorità cittadine dei Comuni di Noci e Alberobello. La presenza delle istituzioni vuole sottolineare l’importanza della collaborazione tra associazioni, volontari, speleologi e amministrazioni locali nella tutela del territorio e del patrimonio carsico. Un lavoro di squadra che parte dal recupero concreto dei rifiuti, ma punta anche a sensibilizzare cittadini e comunità sull’importanza di ciò che si trova sotto la superficie. Perché il sottosuolo non è un mondo separato da quello in cui viviamo. È parte integrante dell’ambiente e, soprattutto, è strettamente legato alla risorsa più preziosa per il territorio: l’acqua.

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