Presentato il libro “La famiglia Palloncini”
Home Cultura Libri

Presentato il libro “La famiglia Palloncini”


Ieri, domenica 7 giugno, è stato presentato il libro “La  famiglia Palloncini” dei nocesi Maria Desiderata Manuesto (testo) e Lucio Notarnicola (illustrazioni), edito da Giazira scritture di Noicattaro.
Proponiamo la recensione di Giuseppe Basile, direttore della biblioteca comunale.

Il filo che non si spezza mai!

Maria Desiderata Mansueto e Lucio Notarnicola firmano un libro di straordinaria delicatezza emotiva, una filastrocca che riesce nell’impresa più difficile: raccontare il dolore senza appesantirlo, parlare della morte senza togliere spazio alla vita, trasformare una vicenda personale in una storia universale. La storia della famiglia Palloncini nasce da un’esperienza vera e profondamente intima. L’autrice racconta la vita di uno dei suoi figli gemelli, nato prematuramente e segnato da una grave fragilità neurologica che lo avrebbe accompagnato per tutta la sua breve esistenza, scegliendo però la strada della poesia e della tenerezza. Attorno a lui si muove una famiglia già ricca d’amore: una sorellina più grande, il fratello gemello con cui aveva condiviso sin dall’inizio il mistero della nascita, una madre e un padre capaci di trasformare la fatica quotidiana in cura silenziosa e costante. Il piccolo “Palloncino”, con il suo filo sempre stretto tra le mani di chi lo ama, diventa il simbolo di tutti quei bambini speciali che chiedono attenzioni continue ma che, proprio per questo, insegnano agli altri il significato autentico dell’amore, dell’ascolto e della presenza. La filastrocca possiede una musicalità dolce, quasi carezzevole. Dietro la semplicità apparente dei versi si nasconde però una riflessione profonda sulla diversità. Palloncino è “un bambino molto particolare, ogni suo bisogno davvero speciale”, eppure nel racconto non c’è mai pietismo, né distanza. La sua diversità non viene presentata come un limite che lo separa dagli altri, ma come una caratteristica che rende ancora più forte il legame della famiglia e della comunità che gli sta accanto. Fratelli, genitori, maestra, amici, medici: tutti tengono stretto quel filo, tutti partecipano con naturalezza alla sua vita. È forse questo uno degli aspetti più belli del libro: la capacità di raccontare la fragilità senza trasformarla in tragedia assoluta. La diversità qui diventa occasione di umanità condivisa. Palloncino non è definito dalla sua condizione, ma dalla sua dolcezza, dal suo sorriso, dalla capacità di essere amato e di amare. E il lettore comprende, pagina dopo pagina, che spesso sono proprio i bambini più fragili a lasciare le tracce più profonde. Quando il filo sfugge e Palloncino vola via, il dolore arriva con una forza trattenuta, composta, autentica. Non c’è enfasi, e proprio per questo la commozione diventa inevitabile. Chi scrive questa recensione non si vergogna di confessare di aver pianto tenendo tra le mani il libro. Di aver sentito gli occhi velarsi leggendo quei versi così semplici e così veri. Forse perché, da padre e da nonno, certe parole arrivano in un luogo dell’anima che non conosce difese.  Ed è allora che il libro supera i confini della pagina. Non è più soltanto una storia illustrata: diventa memoria viva, testimonianza d’amore, carezza lasciata a chi resta. Ogni verso sembra dire che il ricordo non è assenza, ma una forma diversa della presenza. Basta davvero “un soffio di vento, l’odore del mare, un’altalena da dondolare” per sentire ancora vicino chi si è amato. Le illustrazioni di Lucio Notarnicola accompagnano il testo con sensibilità e misura, senza mai invadere la scena emotiva ma amplificandone la luce. I colori, le forme morbide, il motivo del palloncino che sale nel cielo costruiscono un immaginario poetico accessibile ai bambini e insieme profondamente toccante per gli adulti. Questo libro parla ai piccoli, ma forse ancora di più agli adulti: a chi ha conosciuto la fragilità, a chi ha accompagnato qualcuno nel dolore, a chi custodisce un’assenza che continua a vivere nel cuore. E lascia una verità semplice e preziosa: l’amore autentico non si interrompe. Cambia forma, cambia cielo, ma continua a tenerci per mano. “Palloncino è lassù o quaggiù. Palloncino è sempre dove vuoi tu.” Ed è difficile leggere queste parole senza sentire, almeno per un momento, che sia davvero così!

Altri articoli nella sezione Cultura