Woom, Mezzanotte parla di fragilità
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Woom, Mezzanotte parla di fragilità


Abitare le fragilità significa restare in piedi anche quando tremiamo. È il filo rosso dell’iniziativa “Senza paracadute: abitare le proprie fragilità” andata in scena lo scorso sabato 28 febbraio presso Woom Italia, nella sede di Noci. Un incontro che ha messo al centro le paure, le emozioni e i sogni delle nuove generazioni, aprendo un dialogo autentico tra istituzioni, professionisti e giovani.

A prendere subito la parola è stato Antonio Natile, che ha affidato alle parole di Pier Vittorio Tondelli e a un finale personale un monito diretto ai ragazzi: “Ci hanno insegnato a sopravvivere ma non a sentire. Corriamo sempre per non cadere e per non guardare noi stessi, ma dentro siamo scoperti e nudi”. Un invito a fermarsi, ad ascoltarsi, a non temere la propria vulnerabilità.

A questa premessa è seguito il saluto istituzionale del presidente di Woom Italia, Paolo Valenza, che ha ribadito la portata progettuale dell’iniziativa: un primo passo di un percorso più ampio che vedrà il coinvolgimento delle istituzioni locali e regionali per generare un impatto sociale concreto. “Siamo un osservatorio privilegiato su Noci, Bari e Lecce – ha dichiarato il dott. Valenza – Essendo a contatto con i giovani conosciamo e tocchiamo con mano le loro fragilità. Dopo i tragici episodi verificatisi nei nostri territori a inizio anno, abbiamo deciso di avviare un cammino che coinvolgerà anche la politica”, ha sottolineato.

Presenti all’incontro anche la psicoterapeuta e psicologa Angela Ritella, dirigente ASL del consultorio familiare Noci-Alberobello, l’avv. Lucia Parchitelli, tra le firmatarie della legge sullo psicologo di base, e l’ing. Stefano Lisi, in rappresentanza del garante regionale delle persone con disabilità.

Guidato da Anastasio Mottola insieme ad Antonio Natile, l’incontro ha dato poi spazio al dialogo con lo psicoterapeuta e divulgatore scientifico, Michele Mezzanotte, che ha definito il progetto “moderno e radicato”, capace di affiancare alla formazione e all’accompagnamento al lavoro anche il sostegno emotivo.

Fulcro dell’incontro, la presentazione dei primi dati di un questionario anonimo somministrato nelle tre sedi di Woom Italia: quindici domande per tracciare una mappa emozionale dei giovani, con l’obiettivo di estendere l’analisi a livello regionale.

Si è partiti dalla domanda “Cosa ti fa più paura del lavoro?” con il 33% che ha risposto di temere di non trovarlo, perché senza lavoro “sembra che tu non esista”, mentre il 26% teme di non essere all’altezza. “Il lavoro è identità e valore – ha commentato Mezzanotte – ma ha subito storture. Dobbiamo riscoprirlo come dono al mondo attraverso le nostre competenze, riconoscendo il talento di ciascuno. La vera scommessa è capire cosa sono bravo a fare”.

Mentre sul fronte relazionale, il 31,4% del campione teme il rifiuto e il 27,5% il tradimento. “Siamo esseri relazionali – ha spiegato lo psicoterapeuta– e la vulnerabilità è la nostra forza, ci rende unici ma al contempo fa emergere le nostre paure e difficoltà. Scopriamo chi siamo davvero mettendoci in relazione con gli altri. Le paure parlano di una mancata scoperta di noi stessi. Senza relazioni non siamo nessuno”.

Di fronte ai problemi, il 43,3% dichiara di affrontarli da solo, assumendosi le proprie responsabilità; altri ammettono di lasciarsi travolgere dalle emozioni o di aver bisogno di supporto. “Rabbia, paura e ansia non sono nemici – ha detto Mezzanotte – ma strumenti: sono la soluzione a quello che sto vivendo. Le emozioni arrivano per portarci da un punto all’altro: dobbiamo educarle”.

Tra le domande presenti nel questionario, colpisce il dato sui pensieri estremi, tra autolesionismo e suicidio: il 41% ammette di averci pensato almeno qualche volta. “Parlarne è il primo passo, senza filtri e senza pregiudizio. Non evitare quel pensiero ma attraversarlo: dentro c’è la domanda di senso e la possibilità di una soluzione”, è stato l’invito di Mezzanotte.

Infine, alla domanda sul futuro, il 49% si dice preoccupato di non trovare stabilità emotiva e lavorativa; il 21% resta fiducioso. “Non rinunciate ai vostri sogni – ha concluso Mezzanotte – Anche se non si realizzeranno, custoditeli. Riscoprite il bambino che eravate”.

Abitare le fragilità, allora, significa questo: trasformare il tremore in consapevolezza, il dubbio in dialogo, la paura in possibilità. Un primo passo, concreto, per restare in piedi anche quando tutto sembra vacillare.

A chiudere simbolicamente l’incontro, al termine della mattinata, è stato consegnato a tutti i presenti  un segnalibro con una frase semplice quanto potente: “E se fosse proprio l’incertezza a indicarci la strada?”. 

Una domanda lasciata volutamente aperta, capace di racchiudere l’essenza del percorso avviato: non fuggire dall’incertezza, non combatterla come un nemico, ma riconoscerla come parte integrante della crescita. Un invito a considerare il dubbio non come un limite, bensì come una bussola interiore.

In quelle parole si ritrova il cuore dell’iniziativa promossa da Woom Italia, ovvero trasformare le fragilità in occasione di consapevolezza, costruire spazi di dialogo autentico, accompagnare i giovani non solo verso il lavoro ma verso una più piena conoscenza di sè. Perché restare in piedi anche quando si trema non significa avere paura, ma imparare ad attraversarla insieme.

 

 

 

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