Cenerentola 301, una fiaba per imparare a scegliere la propria storia
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Cenerentola 301, una fiaba per imparare a scegliere la propria storia


Può una fiaba che conosciamo da sempre raccontarci qualcosa di nuovo sulla libertà di scegliere chi vogliamo diventare? È la domanda da cui prende le mosse “Cenerentola 301”, lo spettacolo della Compagnia Burambò con Daria Paoletta e Raffaele Scarimboli – vincitore del Premio Eolo Award 2026 come Miglior Spettacolo di Teatro per le Nuove Generazioni – che giovedì 3 settembre alle ore 19 arriverà a Noci, al CineClub Mu.Ra., su iniziativa del Centro Antiviolenza Andromeda dell’Ambito Territoriale di Putignano e con il patrocinio del Comune di Noci. Una scelta precisa quella del Centro Antiviolenza: rivolgersi questa volta non soltanto agli adulti, ma alle famiglie, alle bambine e ai bambini, utilizzando il linguaggio del teatro e della fiaba per intervenire là dove stereotipi, aspettative e modelli di relazione cominciano a costruirsi. Una Cenerentola che cambia la propria storia
In scena ci sono tutti gli elementi della fiaba che conosciamo: una matrigna, due sorellastre, un principe, un re e, naturalmente, Cenerentola. A raccontarla sono due burattinai, Raffaele e Daria, ma fin dall’inizio qualcosa sfugge al copione: i pupazzi sembrano prendere vita e reclamare la possibilità di essere diversi da come la storia li ha sempre immaginati. La matrigna sorprende persino chi l’ha costruita, le sorellastre contestano il modo in cui sono state realizzate, il re padre fatica ad assumere pienamente il proprio ruolo, il principe rimanda continuamente le proprie responsabilità. E soprattutto Cenerentola comincia a interrogarsi sul sogno che qualcuno ha scritto per lei. Realtà e immaginazione finiscono così per confondersi e la fiaba conosciuta da generazioni si apre a possibilità nuove. Questa volta la protagonista non aspetta di essere salvata: Cenerentola 301 è un racconto di crescita, autonomia e consapevolezza, nel quale il sapere e la propria voce diventano strumenti per modificare un destino che sembrava già deciso. È proprio qui che la proposta incontra il lavoro quotidiano del Centro Antiviolenza Andromeda.
Contrastare la violenza maschile contro le donne significa certamente garantire accoglienza, ascolto, protezione e percorsi di fuoriuscita dalla violenza alle donne che ne fanno esperienza. Ma significa anche agire sul terreno della prevenzione e del cambiamento culturale, interrogando quei modelli e quegli stereotipi che, molto prima di manifestarsi nelle relazioni adulte, impariamo attraverso il linguaggio, le immagini, le storie e le aspettative associate all’essere bambine o bambini La scelta di proporre uno spettacolo rivolto alle famiglie parte dalla convinzione che la prevenzione della violenza di genere non possa iniziare quando una relazione diventa violenta, ma debba cominciare molto prima, offrendo a bambine e bambini la possibilità di incontrare modelli molteplici di femminilità e mascolinità, relazioni fondate sul rispetto e protagoniste capaci di desiderare per sé. L’iniziativa è a ingresso gratuito ed è rivolta alle famiglie, alle bambine e ai bambini a partire dai 5 anni.
Ad aprire la serata saranno i saluti istituzionali del sindaco Francesco Intini e dell’assessora alle Politiche Sociali Francesca Tinella. Per il Centro Antiviolenza Andromeda interverrà l’avvocata Emilia Zanframundo.

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