Claustrum, doppia personale di Cristina Armeni e Manuela Turtura
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Claustrum, doppia personale di Cristina Armeni e Manuela Turtura


Venerdì 21 agosto, alle ore 18.30 nel Chiostro delle Clarisse, sarà inaugurata la mostra “Claustrum”, doppia personale di Cristina Armeni e Manuela Turtura, a cura di Simona Ghizzoni. Attraverso un percorso fotografico costruito sul dialogo tra due ricerche autonome, l’esposizione riflette sul valore dell’intimità come spazio privilegiato della visione e della creazione artistica. “Della storia della fotografia femminile siamo abituati a vedere solo l’apice, proprio perché spesso relegata all’ambiente privato. Ma, come sempre accade nella storia, è proprio il fatto di non dover essere per forza divulgata che rende la fotografia strumento di ricerca nel senso più profondo del termine, aperta all’immaginazione e alla sperimentazione su di sé e sui luoghi familiari”, si legge nel testo di sala della curatrice. Il titolo, Claustrum, richiama il luogo chiuso, raccolto, protetto e forse anche ambivalente. Un riferimento che diventa metafora di quella dimensione privata nella quale, storicamente, molte donne hanno trovato la possibilità di sviluppare una pratica fotografica libera dalle convenzioni e dalle aspettative del proprio tempo. Le opere di Cristina Armeni e Manuela Turtura si muovono proprio all’interno di questa prospettiva. Lontane dalla spettacolarizzazione dell’immagine, le due artiste concentrano lo sguardo sui margini del quotidiano, sui gesti minimi e sugli spazi domestici, restituendo alla fotografia la sua funzione più profonda: rivelare lo straordinario nascosto nell’ordinario. “Una liturgia di gesti sospesi ci racconta della necessità di usare lo stupore come guida del guardare, come rimedio al caos e alla pressione del quotidiano”. Se gli eventi scandiscono la nostra esistenza, sono gli spazi tra un accadimento e l’altro a costruirne davvero il senso: è proprio in quei luoghi di passaggio che Claustrum invita il pubblico a soffermarsi. La mostra, che sarà visitabile fino al 29 agosto (tutti i giorni dalle ore 18.30), instaura un dialogo tra l’architettura e la fotografia, trasformando il chiostro in uno spazio raccolto di memoria e visioni.

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