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Scambiamoci i pensieri buoni e belli. Auguri dal NOCI gazzettino

Un indumento rosso (preferibilmente regalato) si addice a Natale-Capodanno. Lo vuole la tradizione che predilige l’intimo (mutandine, slip, reggiseno, giarrettiere e boxer per gli uomini) ma non esclude altro capo: un simbolo di fortuna, un rito propiziatorio. Esso nasce in Cina dove il rosso era utilizzato per scacciare il Niàn, una figura mitologica rappresentato sotto forma di bestia mangia-uomini, che farebbe la sua comparsa durante queste feste. Il rosso sarebbe quindi uno "scaccia spiriti maligni”. Ma, paradossalmente, oggi, noi rifiutiamo il “rosso” di legge, fatto apposta per scacciare il virus, moderno “Niàn” che, guardacaso, è nato, anch’esso in Cina.

Emblematica la frase del  presidente di Confindustria Macerata, non uno qualunque ma un noto industriale che, non in una riunione ristretta nel chiuso di un ufficio o di un salotto, ma durante una manifestazione pubblica con autorità e televisione, ha detto: "Le persone sono un po' stanche di questa situazione e vorrebbero, alla fine, venirne fuori. Anche se qualcuno morirà. Pazienza". Ma i morti di quel e seguenti dì sono un po' più di qualcuno. L'effetto potente della sintesi: cinque parole, solo cinque, è c'è tutto un mondo. Quello dell'indifferenza. Penso a un'altra sintesi, due parole: "Me We"( "Io voi"), di un semplice pugile, Cassius Clay. C'è tutto un mondo. Quello della solidarietà. Ed è subito notte. Profonda. “Aiuto. Gesù, facci luce”

Il nostro Natale tenga conto dei morti da Covid e dei tanti altri che, indirettamente, ne sono stati vittime e ci convinca che – questo l’augurio migliore per tutti – i virus del Covid-19 non sono un fantasma né uno spirito ma dei maligni esserini i quali non possono sopravvivere, se non pochissimo tempo, al di fuori del nostro organismo. Se gli impediamo di diventare nostri ospiti, sicuramente, questo moderno “Niàn” sarà definitivamente sconfitto.

Quale migliore augurio? Non basterà dire “Bambin Gesù, pensaci tu” ma “pensiamoci noi e facciamo il nostro Natale non “con tutti i tuoi”, né “con chi vuoi” ma Io, mammeta e tu!... e con “te piace o presepe”. E, gli altri parenti e amici? Telefono, telefonino, internet, sms, WhatsApp, videochiamate in chat, ecc. facciano il resto. Scambiamoci l’augurio, per ora telematico, virtuale, di poterci riabbracciare PRESTO senza paura di virus; per i regalini usiamo i preziosi “pony”, i “Just Eat”, ecc. Scambiamoci la simpatia, il sorriso, i pensieri buoni e belli. E siano auguri migliori, non “positivi”, e non più con virus.

Auguri a tutti!

Nicola Simonetti e la redazione del NOCI gazzettino

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