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Morea sulla gestione comunale della panedemia: "Il cittadino si aspetta risposte concrete"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del consigliere comunale Stanislao Morea del gruppo consiliare "Insieme Noci".

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La problematica “pandemia” arriva per l’Italia e anche per il nostro comune in un momento molto delicato. Continue crisi politiche nazionali, quadro politico debole, instabile e non in grado di rappresentare e risolvere i tantissimi problemi economici, sociali e del lavoro. Classe politica “modesta”, per non dire scarsa, che ha difficoltà a comprendere ed avviare un percorso che dia risposte concrete, esaustive e che tiri l’Italia fuori dalle secche della crisi. Insomma hanno mostrato di non avere una “visione politica”: pregio e qualità primaria per chi governa o che deve rappresentare il popolo ai più alti livelli. Noci vive una situazione analoga.

Da un po' di anni, con la chiusura delle grosse aziende locali, si è innescata anche a Noci una crisi economica con calo secco di reddito per le famiglie.

Chiudono aziende anche con occupazione femminile che permettevano l’entrata del 2° stipendio. Si incominciava ad intravedere qualche segnale, soprattutto grazie alla laboriosità e l’ingegno dei nostri piccoli imprenditori grazie anche al settore agricolo e lattiero caseario che ha retto l’onda d’urto della crisi. In questo frangente la problematica Covid ha dato il colpo di grazia ad una precaria situazione economica.

In un quadro così complesso cosa deve fare la politica e quindi un governo di una città? Può svolgere un ruolo attivo? Può contribuire ad alleviare i grandi disagi quotidiani? Riteniamo di sì, è essenziale, è obbligo per chi è stato eletto dare risposte. In tal senso da tempo abbiamo richiesto di aprire un dibattito a più voci e fatto qualche proposta di metodo e di merito. Alcuni esempi:

  1. Riunire intorno ad un tavolo tutte le forze attive della città: politica, imprenditori, associazioni, tecnici ed esperti;
  2. Mettersi in ascolto, comprendere le esigenze, raccogliere le idee, realizzare una piattaforma da trasformare in proposta;
  3. Portare in Consiglio Comunale, da coinvolgere “totalmente”, la sintesi delle proposte ed approvare un atto di indirizzo che tracci un percorso, individui tempi e strategie e che dia forza a chi deve attuare e prendere decisioni molto complesse e difficili;
  4. Avviare un’analisi approfondita e meticolosa delle conseguenze della crisi pandemica settore per settore nonché nelle famiglie.

Si potrebbe continuare all’infinito. Cosa è successo invece:

  1. Comunicazioni a senso unico;
  2. Scarso coinvolgimento;
  3. Inadeguata ed insufficiente analisi delle difficoltà profonde delle aziende locali (bar, ristoranti, commercio di prossimità, settore del turismo, palestre, per fare qualche esempio ed alcuni a reddito zero) e delle famiglie con reddito insufficiente e con figli a casa da seguire.

Certo il Comune è l’Ente più debole, con meno armi a disposizione per dare soluzioni “potenti”, ma qualcosa in più si poteva e si doveva fare.

Abbiamo, in sede di approvazione di bilancio dello scorso anno, lanciato qualche segnale con alcune proposte che hanno ricevuto scetticismo iniziale per poi verificare che a livelli più alti, Regione e Stato, si stavano valutando analoghe iniziative.

Su alcune ordinanze avremmo tranquillamente e con modestia detto la nostra. Ma soprattutto nella realizzazione di un piano locale complessivo avremmo dato il nostro contributo.

Ma come intitolava una vecchia trasmissione “non è mai troppo tardi”; chiediamo quindi:

  • di dare una grande accelerata alla impostazione ed approvazione del bilancio 2021 con l’auspicio che il Governo snellisca le procedure;
  • avviare con la città un dialogo che porti al tanto auspicato “bilancio condiviso”;
  • portare in Consiglio Comunale un panel di proposte “aperte ed integrabili” coinvolgendo tutti con un dibattito animato, costruttivo e forte dell’apporto dell’intero Consiglio.

La sintesi diventerebbe linfa per una serie di interventi che vedrebbero nel bilancio la loro finalizzazione.

In un periodo di emergenza occorrono azioni e procedure straordinarie.

OCCORRONO FATTI SOSTANZIALI E CONCRETI. Per fare tutto ciò è indispensabile una GESTIONE MANAGERIALE dell’Ente e questo non è facile acquisirla, occorre capacità di delega a tutti i livelli e grande coinvolgimento; i solisti non vanno da nessuna parte! Conte con i suoi DPCM è un esempio naturalmente negativo.

In un momento del genere abbiamo in più occasioni ed a più voci dato la nostra disponibilità in tal senso.

In Consiglio abbiamo dimostrato grande senso di responsabilità non rinunciando mai al ruolo di pungolo, controllo, proposta e critica costruttiva.

Riteniamo il lavoro fin qui fatto dalla compagine Amministrativa “insufficiente”, lento e spesso con provvedimenti non incisivi. Lo abbiamo denunciato nei tanti Consigli Comunali.

I cittadini sono già fortemente delusi dallo “spettacolo” romano e disorientati di fronte alle tante iniziative confuse intraprese (la scuola ne è un esempio), e soprattutto da una Italia che arranca su tutto ed occupa tristi primati in campo economico e sociale. Siamo tutti preoccupati per il futuro dei nostri figli.

In tale incertezza il cittadino si aspetta che il governo della città faccia la sua parte, si aspetta aiuto, risposte immediate e concrete.

La crisi sarà ancora lunga, non c’è tempo da perdere. Bisogna rimboccarsi le maniche. Noi siamo pronti!   

Stanislao Morea

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