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Il Mercato coperto e "Peppin u russ"

Un post Facebook del sindaco Domenico Nisi, informa la cittadinanza nocese che "sono partiti i lavori di demolizione dell'ex Mercato coperto e che sul sito sorgeranno alloggi di edilizia convenzionata, alloggi per fasce deboli della popolazione, parcheggi e spazi pubblici". Le ruspe al lavoro anche domenica, nonostante il giorno festivo, hanno incontrato una giornata uggiosa con persistente nebbia e pioggia. 

Erano i primi anni '80, quando il "Mercato coperto" venne inaugurato, una struttura che ospitava all'interno variegati esercizi commerciali di commercianti nocesi e forestieri. La struttura era dotata di macellerie, pescherie, negozi di alimentari e di tante bancarelle di venditori orto-frutticoli. Tanti gli avventori che si rivervesano presso il mercato che puntualmente ogni mattina si animava all' improvviso. 

Puntualmente alle 7:30 del mattino il custode Giuseppe Impedovo alias "Peppin u russ" ed il fido amico Billy (un cane volpino con il folto pelo candido come la neve) rigorosamente a piedi raggiungevano l'area mercatale. Il buon Peppino alla pari di San Pietro deteneva le chiavi, non del Paradiso, ma di tutti gli ingressi. Una volta aperti tutti gli accessi e dopo aver svolto le sue mansioni di pulizia dei luoghi, il custode si accomodava nella sua stanza. Peppino con grande maestria aveva trasformato quella nuda stanza in un ufficio dotandolo di ogni confort: il televisore, il frigorifero, una sdraio, una poltrona, una scrivania oltre foto e quadri alle pareti. A Natale la stanza ospitava il presepio che con abilità "ingegneristica" Peppino creava ogni anno. E come da tradizione, puntualmente ed immancabilmente, nella stanza appariva un grande albero di pino addobbato con palline colorate e dolciumi che facevano la gioia di ogni bambino ed adulto che non disdegnavano il piacere di godersi i cioccolatini che Peppino era solito omaggiare.

Peppino il custode era un punto di riferimento per tutti: esercenti ed avventori. Degna della migliore annedottica, che merita la citazione, è il racconto dei fatti di quando l'area annessa conosciuta da tutti come il "Campo Rosa" ospitava il Noci Festival Jazz. La manifestazione ospitava artisti di levatura internazionale, che durante le prove di check-sound Peppino rifocillava e cosi l'anfiteatro rosa si spopolava poiché tutti trovavano posto ed accoglienza nell'"ufficio" di Peppino. All'improvviso la scrivania diventava una tavola imbandita di ogni prelibatezza: pane, foccaccia, prosciutto, salame, carne e... fiumi del nostro buon vino che agli artisti, oltre che fare buon sangue, era garanzia per migliorare le loro performance musicali serali.  Straordinario assistere ai loro dialoghi, Peppino aveva coniato un linguaggio proprio, ovvero un "putignanesenocesizzato" e discuteva con americani, inglesi, tedeschi e francesi senza difficoltà alcuna. Riuscivano ad intendersi alla grande. 

Peppino è stato il custode di quei luoghi fino a marzo del 1995, poi arrivò anche per lui la meritata pensione. Ora quei luoghi tanto cari a Peppino non ci sono più, anche Peppino non c'è piu dal 31 gennaio 2010. Chissà dove sarà... ci piace pensare che oggi in compagnia del suo fidato Billy volga lo sguardo all'ingiù e che al vedere le ruspe che abbattono il "suo" Mercato coperto e il "suo" Campo Rosa una lacrima righi il suo viso.

Stefano Impedovo

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