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Fase 2, il PC: Solita strumentalizzazione per fini elettorali

La Fase 2 sta cercando di rilanciare economicamente l’Italia attraverso la riapertura, graduale e con norme sulla salute pubblica, di attività commerciali e del settore terziario. Tuttavia qualche lacuna sembra esserci, almeno stando a quello che dice il portavoce del Partito Comunista locale Pierangelo Della Corte. Lo abbiamo incontrato per ascoltare il suo punto di vista.

La fase 2 sta facendo riaprire le attività commerciali. Quali sono i pro e i contro della gestione della fase 2?

Partiamo dicendo che sia la chiusura che la riapertura sono state decise secondo il volere di Confindustria e non per scelte politiche o mediche. Per quanto riguarda la riapertura si tratta esclusivamente di una questione economica. Credo che per passare ad una fase successiva ci sia bisogno di esaminare la fase precedente e le cause di un tale disastro. Voglio dire che chi ha sostenuto la svendita del settore pubblico e industriale italiano, all’improvviso è improbabile che sia in grado di mettere a posto le cose.

La Lega ha organizzato un’iniziativa di sensibilizzazione nei confronti della pubblica amministrazione. Cosa non vi convince di quella iniziativa?

Ho letto l’intervista al segretario della Lega nocese e vorrei sinceramente complimentarmi per aver imparato in così poco tempo l’arte di far guardare il dito mentre si indica la luna. L’impoverimento del ceto medio è una conseguenza del sistema capitalista dove il piccolo, alla prima crisi, soccombe nei confronti del grande e oggi più che mai dovrebbero capire che questo sistema non li tutela alla pari di un lavoratore dipendente. Basta guardare l’ultimo decreto rilancio per notare come vengono regalati miliardi alle grandi aziende e si costringe ad ulteriore indebitamento le piccole. La lega, cosi come gli altri partiti di governo, dovrebbero spiegare come mai aziende che hanno fatturato l’equivalente dell’ultima manovra in soli 40 giorni, mentre tutti erano chiusi, come Amazon, pagano solo il 4% di tasse in Italia oppure come mai la FCA (l’evoluzione della Fiat) nonostante abbia sede legale in Inghilterra e sede fiscale in Olanda chieda la bellezza di 6,3 miliardi allo stato italiano non pagando le tasse qui in Italia. Si attacca senza alcuna logica l’amministrazione anch’essa colpita dalle stesse politiche di tagli e regole di bilancio, si raccolgono lucchetti, si illudono i cittadini giustamente preoccupati senza mettere in discussione il sistema. Su questi aspetti si nota la solita strumentalizzazione per fini elettorali.

Quali sarebbero secondo voi, i punti da cui ripartire?

I nostri punti di ripartenza non giocano all’interno del sistema capitalista e non cercano di abbellirlo, a riconferma di questo ne abbiamo avuto dimostranza in questa pandemia dove si è preferito salvaguardare il profitto di pochi a discapito della salute di molti. Uno dei punti di ripartenza per noi consisterebbe nel taglio alla spesa militare. Un altro punto è la reale ridistribuzione della ricchezza dato che il 20 % dei più ricchi detiene quasi il 70 % della ricchezza totale. Un altro punto è la nazionalizzazione dei comparti strategici come Autostrade Ilva e banche. Un altro punto è l’eliminazione dei trattati europei e il riacquisto della sovranità economica e politica, soprattutto questo punto credo sia pensiero comune della maggioranza dei cittadini italiani, specialmente dopo che ci sono stati rifiutati aiuti in tempo di pandemia.

A molti lavoratori non sono stati recapitati ancora la cassa integrazione e/o il bonus da 600 euro. Qual è la vostra posizione in merito?

Abbiamo assistito in questi mesi a decine di proclami da parte del governo che parlavano di fiumi di miliardi, gli stessi avrebbero inondato il Paese con la frase ad effetto “nessuno sarà lasciato indietro” ma i fatti dimostrano esattamente il contrario. Molti lavoratori non hanno ricevuto ancora un euro da marzo ad oggi, le piccole aziende sono state costrette ad indebitarsi ulteriormente con le banche e milioni di cittadini non hanno diritto a nulla a causa dei contratti lavorativi precari frutto di anni di smantellamento dei diritti dei lavoratori. Come se non fosse abbastanza, ora nella ripartenza già assistiamo ad un maggior ricatto per i lavoratori dipendenti con richieste di ore in più a parità di salario o di lavoratori, ancora in cassaintegrazione, costretti a lavorare gratis. Le piccole imprese soprattutto nel settore della ristorazione sono costrette ad investimenti massicci per la messa a norma delle strutture a loro spese, elementi che nei mesi prossimi porteranno a migliaia di licenziamenti e di fallimenti. Il Partito Comunista il prossimo 2 giugno scenderà in piazza in varie città e invitiamo i lavoratori e i piccoli commercianti a farlo con noi per rivendicare che questo sistema ha fallito e che l’Europa è una gabbia contro il benessere collettivo.

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