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Le "Rogazioni" all'Abbazia della Madonna della Scala

All'Abbazia della Madonna della Scala si prega per la protezione di Dio dal Coronavirus: e lo si fa riscoprendo l'antica tradizione delle "Rogazioni", preghiere di petizione e supplica che si rifanno ad antichi riti con cui i contadini di un tempo invocavano, ad esempio, un raccolto florido, la pioggia, la fine di un'epidemia.

Le due scorse domeniche (22 e 29 marzo) i monaci benedettini (guidati dall'Abate Giustino Pege) si sono uniti in processione attorno al Monastero invocando la protezione di Dio per la comunità monastica, per il nostro paese, per l'Italia e per la popolazione mondiale affinché esca al più presto dall'emergenza sanitaria. 

Sono tantissimi i nocesi legati al culto presso l'Abbazia della Madonna della Scala che, in questo periodo, hanno dovuto interrompere i loro pellegrinaggi al Monastero. Ma non si è fermata la preghiera dei benedettini che confidano nell'intervento di Dio per porre fine al dramma della pandemia che sta affliggendo il mondo intero, con un numero sempre crescente di morti.

Data la proroga dei divieti e delle restrizioni ufficializzata con il DPCM del 1° aprile, quest'anno non ci sarà la Veglia e la Santa Messa di Pasqua alla presenza dei fedeli, come pure il pic nic del lunedì di pasquetta, da tanti spesso organizzato proprio nella pineta de La Scala. Nonostante ciò, i benedettini ci esortano a riscoprire il potere della preghiera che annulla la distanza e ci rende vicini e uniti nello spirito.

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