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Impedovo a "Il calcio illustrato. Dalle moviole illustrate alla tecnologia"

Dall'1 al 29 febbraio il talento nostrano di Stefano Impedovo (giornalista e vignettista) è sbarcato in Campania per mostrare alcune tra le moviole che hanno fatto la storia calcistica italiana. La mostra-conferenza, tenutasi presso la Biblioteca "Antoniana" di Ischia, dal titolo "Il calcio illustrato. Dalle moviole illustrate alla tecnologia: un racconto lungo un secolo" ha ospitato due tra i più grandi illustratori di moviole d'Italia ovvero Enzo Troiano e Franco Bochicchio, oltre il nocese Stefano Impedovo, riscuotendo un grande successo di pubblico e critica. Al suo ritorno, abbiamo intervistato lo stesso Impedovo per cogliere le sue emozioni.

Quando è cominciata la tua passione per il disegno e per le moviole, e com’è nata la collaborazione con il Guerin Sportivo?

Ho iniziato a disegnare a quattro anni però per me il Guerin Sportivo, essendone anche un collezionista, fu una vera e propria folgorazione, come Saulo sulla via di Damasco. Frequentavo la seconda media ed un mio amico portò a scuola per la prima volta il Guerin Sportivo. Io, vedendo quei disegni, mi cimentai, essendo anche un appassionato, nonché un calciatore. Quella che io chiamo “carriera moviolistica”, poi, cominciò a quattordici anni. Dopo vari corteggiamenti con la rivista, finalmente nel 2010 Matteo Marani restò entusiasta delle mie moviole e da lì cominciò la nostra collaborazione. Poi ce ne sono state molte altre, ho disegnato per Calcio 2000, per diversi house magazine di squadre inglesi, francesi, spagnole. All’inizio era qualcosa che volevo restasse solamente mia, ma poi le donne, croce e delizia della mia vita, mi hanno spinto a pubblicare.

Cosa sono le moviole per te?

La disegnata non deve essere una riproposizione schematica di quello che è stato, è anche un’interpretazione, un momento. Io, poi, ho una peculiarità perché disegno in piccolo e non è facile. In tanti si sono cimentati nel copiarmi ma non ci riescono, e non so se sia un bene o un male. Non sarei in grado di rifare una moviola allo stesso modo perché nel momento in cui disegno è un attimo, è un gesto.

Considerati tutti i cambiamenti a cui hai assistito, e da vero appassionato, pensi che le moviole, ad oggi, siano qualcosa di ormai superato?

Innanzitutto c’è un mondo di appassionati; i millennials non sanno nemmeno di cosa si tratti, ma se un bimbo vede una moviola va in brodo di giuggiole. La cosa importante di oggi è che la moviola può avere un suo valore per quanto concerne il calcio storico.

Com’è nata la collaborazione con la Biblioteca "Antoniana"?

Grazie ai social ho visto una moviola di Enzo Troiano, un grande fumettista, e ci siamo conosciuti così, contestandogli l’ortodossia e l’integralismo che rivendico perché aborro il computer. Per me il disegno è solo ed unicamente a mano libera. Da cosa nasce cosa e siccome la direttrice della biblioteca, Lucia Annicelli, stava già organizzando un’iniziativa dal nome “Nuvole su Ischia”, anche in concomitanza con gli ottant’anni della biblioteca Antoniana, ha colto l’opportunità di inserire anche le illustrazioni.

Qual è la cosa che più ti ha colpito di quella esperienza?

Quello che più mi ha colpito è stato vedere i bambini estasiati, bambini di sette o otto anni, fermi dinnanzi alle teche con le moviole, ad ammirarle. Volere a tutti i costi un disegno, un qualcosa.

Ti piacerebbe riproporre questo tipo di progetto anche a Noci?

Mi è stato chiesto ed io ho risposto sì, sono pronto. Farei di tutto per far venire Paolo Samarelli, organizzare un vero e proprio forum estivo con giornalisti. Tenuto conto anche che questa estate ci saranno gli europei di calcio sarebbe perfetto.

Progetti futuri?

Un mio grande desiderio è quello di realizzare i goal impossibili, come il Grande Torino, che ha segnato un’epoca. Di quel Torino, a livello di immagini c’è poco o nulla, però i giornalisti dell’epoca erano molto bravi e facevano delle cronache dettagliatissime, quindi il mio sogno è quello di rispolverare quelle cronache e portare l’immagine a livello visivo. Ma ci sono altre idee che ci stanno balenando nella zucca. In anteprima assoluta posso dire che a marzo i miei disegni saranno in quel di Genova, per una mostra legata al Subbuteo. Una mostra che lega e collega il Subbuteo, il Guerin Sportivo e quei fantastici anni ’80, quindi sarà un’altra bella avventura. Tra l'altro anche per questa mostra ritornerà il trio Troiano, Bochicchio e Impedovo. Nel frattempo continuo a collaborare con Il Giornale di Roma. 

Era questo che volevi fare “da grande”?

Io ancora, nonostante sia già un cinquantatreenne, non ho deciso cosa fare “da grande”. Ecco perché forse alcune volte non sono riuscito a strappare grandi contratti, che spesso ho rifiutato. Ci sono persone che attendono i famosi treni, io in tutta onestà i treni mi sono divertito a prenderli e a scendere alla stazione successiva, proprio perché non mi vedrei a fare sempre la stessa cosa.

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