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Presentato “L’ora di Chiusura” di Vittorino Curci

Nella serata di ieri, 24 novembre, ad inaugurare la serie di incontri della nuova libreria “Fatti di Carta” di Annalisa Colucci, il primo avente come ospiti tre protagonisti della poesia pugliese: Vittorino Curci, Giovanni Laera e William Vastarella. Il trio ha presentato “L’ora di Chiusura” di Vittorino Curci, edizione La Vita Felice, in edicola dallo scorso luglio.

Dopo una brevissima introduzione di Annalisa Colucci, la parola è passata a Giovanni Laera che, con estrema professionalità e passione, ha illustrato con minuzia di dettagli ciò che la poesia, e questo libro in particolare, hanno significato per lui. Come per ogni libro, ogni componimento è aperto a diverse interpretazioni, cominciando proprio dal titolo, dalla “chiusura” intesa da Laera come la fine di qualcosa ma anche come “la voglia di tracciare un confine con pazienza, mettendo pietra su pietra”. Ciò che per lo stesso Laera caratterizza il modo di scrivere di Vittorino Curci è la capacità di scrivere utilizzando “una voce mite e uno sguardo etico”, specialmente nel momento in cui viene trattato il tema del tempo. Parola poi al poeta barese William Vastarella che ha parlato della poesia di Curci come una poesia “con un livello di consapevolezza altissimo”. Tra paragoni e citazioni di Eugenio Montale ha poi analizzato una delle poesie tratte proprio da “L’ora di Chiusura”, dandone spunti interessanti successivamente approfonditi dallo scrittore nocese.

Proprio a Vittorino Curci la chiusura del cerchio, cominciando con il parlare delle remore mostrate nel fare le presentazioni dei propri libri, per molti motivi, uno dei quali il bisogno personale di riuscire a capire cosa quel libro significhi, “come sia venuto”. Curci ha inoltre spiegato come dopo l’uscita di un libro provi quel senso di smarrimento tipico dello scrittore per pochi mesi, perché il bisogno, l’urgenza di scrivere, di esprimere quelle immagini, quelle parole e quei suoni che sente si palesa in modo repentino. Particolare è anche la visione che Curci ha della figura degli scrittori, che a suo dire sono come “dei commessi viaggiatori”. A chiudere la serata la lettura di alcuni componimenti del libro, il momento preferito del poeta ovvero “quando la poesia prende vita”.

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