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Protesta indotto ILVA: a Noci oltre 120 mezzi coinvolti, numerose famiglie in difficoltà

Sono giorni di tensione quelli vissuti a Taranto con le proteste dei trasportatori e delle imprese associate a Confindustria Taranto, scesi per strada per una nuova manifestazione di protesta sull’ormai famoso caso Ilva: una questione che riguarda da vicino la nostra cittadina con professionisti e mezzi coinvolti nelle dinamiche al vaglio dei commissari dell’amministrazione straordinaria. E’ Enzo Notarnicola, presidente del Sindacato degli autotrasportatori Fai-Conftrasporto Puglia e presidente di CAM Consorzio Autotrasportatori Meridionali a aggiornarci su una situazione sempre più preoccupante.

Notarnicola quali sono gli ultimi aggiornamenti del caso Ilva? Hai seguito da vicino le proteste degli ultimi giorni?
Come ormai è ben noto a tutti, da giugno 2013 l’Ilva è una società commissariata da parte del Governo, dopo aver rappresentato per i trasportatori e per tutti i lavoratori dell'indotto la maggior fonte di reddito, assicurando lavoro e tempi di pagamento sempre certi! Da azienda con conti milionari in attivo, il 21 gennaio 2015 ha dichiarato il suo stato di insolvenza al tribunale di Milano. Seguo direttamente tutti gli sviluppi della vicenda, sia come presidente del sindacato autotrasportatori "Fai-Conftrasporto" Puglia, sia come autotrasportatore diretto e quindi fornitore di servizi per l'Ilva. A Noci abbiamo più di 120 mezzi che lavorano per l’Ilva: numeri che sommati a tutto l'indotto che il trasporto crea, e mi riferisco a meccanici, benzinai, gommisti fa ben capire che tipo di default finanziario può creare per una fetta importante della nostra economia cittadina.

Quali situazioni fronteggiano i piccoli trasportatori nocesi coinvolti? Quale il tuo sostegno diretto?
Abbiamo chiesto il pagamento dei trasporti arretrati da giugno 2014 a oggi, si supera il milione di euro solo per le due cooperative di Noci e, se a questo ci aggiungiamo la beffa sul fatturato visto che abbiamo versato anche le imposte, il danno si raddoppia! La cosa che fa più rabbia è che l'Ilva, e quindi lo Stato, vendendo i suoi prodotti ha incassato "in porto franco" anche il prezzo del trasporto, cioè i clienti finali hanno pagato a Ilva sia il materiale, sia il trasporto: una vera e propria appropriazione indebita! In questi giorni il Senato sta lavorando sugli emendamenti al decreto Ilva, ma le parole vanno riempite di contenuti, devono dirci come e quando hanno intenzione di pagare il loro debito.

Se così non sarà siete pronti a marciare su Roma?
Sì e stavolta non si tratta del solito sciopero, si rivendica un vero e proprio furto, economico e della dignità delle persone e onestamente non sappiamo che reazioni potrebbe scatenare: il caso Ilva è un problema ormai anche sociale e sarei felice se i nostri tre senatori nocesi a Roma, si facessero portavoce di tale disagio, ascoltando il territorio da cui sono stati eletti: finora il loro silenzio ci fa sentire, ancora una volta, abbandonati al nostro destino!

(in foto Enzo Notarnicola con Monsignor Filippo Santoro, Vescovo di Taranto, nei giorni della protesta)

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