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Ipoacusia nel bambino: dalla diagnosi al trattamento

L’udito è uno dei principali sensi con cui l’uomo interagisce con la società e il mondo. Sentire voci, suoni, percepire i rumori fanno parte della pratica quotidiana. L’alterazione del funzionamento del sistema uditivo e la conseguente capacità di percepire un suono prende il nome di Ipoacusia.

Se n’è parlato sabato scorso al chiostro di San Domenico durante il convegno “Ipoacusia nel bambino: dalla diagnosi al trattamento”, organizzato da CAM Centro Acustico Meridionale Srl in occasione della Giornata Mondiale dell’Udito con il patrocinio del Comune di Noci e di UTEN (Università della Terza Età di Noci). Ad introdurre l’argomento, con una sensibilità particolare che i nonni riservano ai piccoli nipoti, è stato il presidente UTEN Cesareo Putignano, sottolineando l'importanza dello screening uditivo neonatale. È toccato quindi a Giovanni Longo, Dirigente medico della clinica otorinolaringoiatrica del Policlinico di Bari, porre l'accento sulle tecniche odierne di diagnostica delle ipoacusie infantili partendo dall’apprendimento al linguaggio dei neonati.

Un intervento diagnostico tempestivo permetterebbe di limitare i danni che potrebbero allargarsi a deficit cognitivi e relazionali. Genitori e nonni potrebbero già dai primi mesi sollecitare l’orecchio del bambino a riconoscere i suoni attraverso giochi sonori o battiti di mani considerando che la frequenza a questo tipo di stimolazione potrebbe dare segnali importanti in vista di una diagnosi precoce.

All’audioprotesista Annamaria Quarato il compito di illustrare invece cosa accade all’orecchio dei bambini in tenera età, da cosa riconoscere eventuali disfunzioni e in che modo può aiutare l’intervento dell’audioprotesista e di altre figure come l’audiometrista e il logopedista. A fine serata il CAM ha conferito alcune targhe ai relatori per il sostegno alla prevenzione. 

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