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Fabrizio Notarnicola (PD): Sosteniamo la qualità e la filiera nella nostra zootecnia

Occorre tutelare e sostenere la nostra zootecnia. Dopo 30 anni di quote di produzione la liberalizzazione del settore sta esponendo i produttori ad una nuova realtà concorrenziale, aumentando la volatilità dei prezzi. Bisogna agire in maniera efficace per fermare l’emorragia di competitività di questo settore strategico non solo per lo sviluppo economico, ma anche paesaggistico, storico ed ambientale del nostro territorio nocese” -  ad affermarlo in una nota è il capogruppo PD Fabrizio Notarnicola.

“Negli ultimi 15 anni, per diverse ragioni, Noci ha avuto un calo notevole di aziende zootecniche fino ad arrivare alle 200 aziende attualmente attive (su un totale di 1939 aziende zootecniche pugliesi) e ad 8000 capi di bestiame circa. Numeri che devono far riflettere e che devono impegnare tutti i soggetti coinvolti a più concrete strategie perché quando chiude una stalla scompare un pezzo di storia del nostro territorio. - ha dichiarato Fabrizio Notarnicola che prosegue - L’importante lavoro dei nostri allevatori ha ricadute immediate e favorevoli sull’ambiente: lo sfalcio dei prati ed i pascolamenti permettono di mantenere la fertilità dei terreni grazie all’apporto di sostanze organiche; la conservazione e la ristrutturazione delle masserie e dei locali di lavoro permette la salvaguardia delle nostre contrade; la produzione di latte di qualità rappresenta un costante legame con la nostra storia passata, ma può diventare sempre più un forte volano di crescita. Mi riferisco al latte di qualità perché nel corso degli ultimi anni il prezzo del nostro latte alla stalla, di circa 0,38 €/litro oltre IVA, non riesce a coprire i costi di produzione per un litro di latte crudo, che si aggira intorno ad € 0,40. Allora come difendere questo settore in crisi e tornare a produrre sensibili guadagni per l’imprenditore agricolo?".

“Il Consiglio comunale in uno degli ultimi incontri ha provveduto ad approvare un atto di indirizzo su questo tema per avviare azioni a contrasto del calo del prezzo del latte alla stalla. A mio avviso occorrerebbe seguire l’esempio della Regione Lombardia che ha previsto un prezzo di riferimento per il latte crudo su base mensile. Potremmo farlo anche da noi in Puglia. Anzi dovremmo, poiché  il momento di crisi è difficile e nonostante l’ accordo siglato nel 2001, che prevedeva 0,412 €/litro + IVA, si registrano prezzi di latte alla stalla intorno ai 0,38€/litro. Inoltre a supporto delle politiche di qualità del latte si deve puntare a diffondere e far conoscere ai produttori i Regimi di Qualità che interessano la filiera lattiero casearia, allo scopo di incentivare l’adesione a tali regimi da parte delle aziende produttrici e delle imprese di lavorazione e trasformazione che operano sul territorio regionale e di informare i consumatori. Il Comune di Noci, infatti, insieme ad altri comuni delle provincie di Bari e Taranto ricade nel comprensorio della DOP (Denominazione di Origine Protetta) “Mozzarella di Gioia del Colle” per la quale è in fase finale l’iter per il riconoscimento da parte della Commissione Europea. Tale adesione da parte delle aziende produttrici al disciplinare di produzione della DOP potrà apportare un notevole valore aggiunto, considerato che viene tracciata l’origine del prodotto di base e riconosciute le elevate caratteristiche qualitative del prodotto finito e il procedimento di lavorazione di elevata artigianalità. Non bisogna perdere questa opportunità e non bisogna trovarsi impreparati. Per tornare a crescere in questo settore serve innovazione di prodotto ancorata alla qualità ed innovazione di processo, quindi maggiori sinergie di filiera fra i produttori – aggiunge Notarnicola che conclude - Un grande sostegno nel rivitalizzare la produzione di latte italiano è inoltre arrivato dal Decreto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e del Ministro dello Sviluppo Economico del 9 dicembre 2016 , entrato in vigore il 20 aprile 2017, che ha imposto l’indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte fresco e non e per i prodotti lattiero caseari, in attuazione del regolamento (UE) n°1169/2011 – conclude Fabrizio Notarnicola – Su questo naturalmente occorre chiedere alle autorità preposte di vigilare maggiormente a garanzia delle produzioni locali. Infine una buona notizia per la qualità del latte ed un segnale chiaro di sviluppo è partito proprio da una azienda di Noci, la Delizia spa di Giovanni D’Ambruoso che ha siglato un accordo con Coldiretti e la Cooperativa ‘Latte Munto in Puglia’  in occasione del Villaggio Coldiretti a Bari, alla presenza del Presidente della Regione Puglia Emiliano e del Vicepresidente Nazionale di Coldiretti Prandini. L’obiettivo è conferire per un anno minimo 100 quintali al giorno di latte al prezzo di 0,405 euro al litro di latte crudo alla stalla e provare a mettere un freno alle continue fluttuazioni di mercato. E la politica nocese ha il compito di sostenere ed agevolare iniziative del genere che coniugano la qualità del prodotto, il rispetto della filiera e di un prezzo congruo. Questa è la buona strada che spero anche altri caseifici locali sicuramente seguiranno per lo sviluppo dell’economia nocese”.

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