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Liuzzi: L'economia della Puglia frena

"Ai negativi dati statistici, alle scettiche espressioni della gente, al sentore che ognuno di noi percepisce quotidianamente si è aggiunto da ieri il Rapporto Svimez che certifica il pauroso rallentamento dell'economia in Puglia". Così il sen. Piero Liuzzi, capogruppo Gal-Direzione Italia nella commissione Cultura di Palazzo Madama.

"L'istituto fondato da Pasquale Saraceno - continua il senatore nocese - ci dice che l'economia pugliese tira il freno. Se la Campania ha segnato nel 2016 un significativo tasso di crescita del 2,4%, la Puglia deve accontentarsi di un misero 0,7%. L'amaro in bocca arriva dai risultati in agricoltura e nei servizi. Si può andare avanti così? Se la spesa certificata dei fondi comunitari contemplati nel Programma Operativo 2014-2020 per la Puglia è esigua, quasi insignificante, non possiamo mostrarci sorpresi del Pil da prefisso telefonico rilevato dallo Svimez nella nostra Regione. Sono sotto gli occhi di tutti la lentezza delle decisioni del governo regionale, lo sferragliare burocratico che si traduce innanzitutto in "ammiuna", la palude dei pagamenti della pubblica amministrazione, la rassegnazione frustrante delle categorie produttive. Insomma, in questi anni la Puglia ha perso smalto, con conseguenti gravi ripercussione sul mancato sviluppo, sull'occupazione, sulle politiche migratorie che, paradossalmente, al nostro meridiano vanno declinate piuttosto come necessarie decisioni dei giovani pugliesi - spesso laureati o con diploma - ad emigrare al Nord o all'estero".

"Chi resta - conclude Liuzzi - deve fare i conti con il calo demografico, ed il vuoto competenze che i giovani talenti emigrati al Nord lasciano in Puglia. A chi resta tocca pagare il conto del fisco per se e per chi se ne è andato. Tutto questo si chiama tragedia, in qualche caso anche macelleria sociale. Tutto ciò induce ad un moto di sdegno per ciò che si poteva fare e non si è fatto. Fuori i responsabili, vengano a giustificare l'inerzia, gli errori e forse anche la superficialità di assurgere ad un ruolo, quello della politica, che dovrebbe piuttosto anticipare le tendenze ad orientare gli investimenti e le opportunità per tutti e per ciascuno dei cittadini di Puglia".

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