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Asd Noci in bici, il ricordo di Pantani con Davide De Zan

“Il dolore più grande è rendermi conto che lui non ci sia più. Sono orgoglioso di essere stato suo amico e di volergli bene” sono intrise di commozione le parole di Davide De Zan, giornalista di Sport Mediaset, ospitato dall’Asd Noci in bici per presentare l’opera “Pantani è tornato - il complotto, il delitto, l’onore” dedicata al compianto ciclista Marco Pantani, deceduto in circostanze misteriose in un residence di Rimini nel febbraio del 2004.

L’evento si è tenuto in Piazza Aldo Moro ed è stato presentato da Francesca Gigante. Ad interloquire con l’autore il giornalista Mario Valentino. “Non abbiamo la presunzione di dire che in questo volume sia riportata la verità sulla morte di Marco, ma quantomeno la luce che illumina verso la verità” ha precisato De Zan “Quel che è bastato per riaprire un fascicolo d’inchiesta ingiustamente archiviato”. La Procura aveva protocollato il caso Pantani come suicidio per overdose accidentale, una tesi che non ha mai convinto lo stesso De Zan e la mamma di Marco. Tonina, pur stremata dal dolore non riesce a darsi pace. “Marco non si sarebbe mai e poi mai tolto la vita. La vita gliel’hanno tolta” è la cruda constatazione di De Zan , un inno alla giustizia, nell’intento di ripristinare la dignità di un uomo “morto due volte”: a Madonna di Campiglio, quando fu squalificato per doping al Giro d'Italia, e a Rimini, quando fu rinvenuto cadavere, “perché per Marco il ciclismo era vita e togliergli il ciclismo era togliergli la vita”.

Pantani lo aveva scritto sulle pareti del muro di casa, quel giorno a Madonna di Campiglio, lo avevano ingannato. I risultati dei controlli effettuati dai medici dell’UCI testimoniavano un livello di ematocrito superiore alla norma. Senza approfondimento alcuno a Pantani fu annullato il traguardo campigliano del giro d’Italia e gli fu comminata una sospensione di ben 15 giorni che Marco accolse con dolore ed esasperazione, pur sapendo in cuor suo che quei valori non poterono che esser stati alterati. Ma da chi? Pantani si illuse che una risposta a quei dilemmi potesse ritrovarla nella droga, il tunnel più buio che Marco avesse percorso. L’opera assume i connotati di un’indagine, che ha condotto De Zan e la signora Tonina, affiancati e guidati nelle procedure legali dall’avvocato Antonio De Rensis , alla scoperta di nuove verità. Nel libro si confrontano due linee narrative diverse: quella dell’amico e quella del narratore, “per un anno ho indossato le vesti del carabiniere e sono andato a fondo nelle mie indagini.”

L’opera di agevole lettura, si preannuncia avvincente e intrigante sin dalle prime righe, arricchita da testimonianze dirette e impreziosita da episodi inediti. Durante la serata, sono intervenuti il presidente di Noci in Bici, Gaetano Dentamaro,  Pasquale de Palma, presidente FCI e Lorenzo Spinelli presidente provinciale FCI. Il sindaco Domenico Nisi e il presidente del consiglio Stanislao Morea hanno omaggiato De Zan di una brochure con i luoghi più caratteristici di Noci, invitandolo a far ritorno nella nostra cittadina.

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